Perché oggi è difficile trovare giovani parrucchieri (e perché è un bene)
- Alessio Bianconi
- 10 mar
- Tempo di lettura: 2 min

Perché oggi è difficile trovare giovani parrucchieri (e perché è un bene).
Negli ultimi anni sento spesso questa frase:
“Non si trovano più ragazzi giovani che vogliano fare i parrucchieri.”
È vero. Vale la pena capirne il motivo.
Una volta era “un mestiere per chi non voleva studiare”
Per tanti anni, soprattutto in certe zone e in certe famiglie, il mestiere del parrucchiere veniva visto così: se non avevi voglia di andare a scuola, se non eri portato per lo studio, “almeno impari un mestiere”.
In alcuni casi funzionava, perché l’ingresso nel lavoro era rapido e molto pratico: si imparava guardando, ripetendo, facendo esperienza. L’apprendistato era quasi tutto “di bottega”.
Oggi è un lavoro molto più complesso
Il problema è che il mondo è cambiato, e con lui è cambiato anche questo mestiere.
Fare il parrucchiere oggi non è solo “tagliare e fare la piega”. È un lavoro tecnico, creativo e relazionale, e richiede competenze che prima semplicemente non erano necessarie allo stesso livello.
Oggi devi conoscere:
- chimica di colorazione, decolorazione e trattamenti
- diagnosi del capello e del cuoio capelluto
- gestione degli errori e correzioni colore
- tecniche sempre nuove, tendenze e richieste che cambiano velocemente
- comunicazione con il cliente e consulenza
- organizzazione, tempi, vendita e gestione del salone (se vuoi crescere davvero)
- competenze digitali, perché oggi una parte del lavoro passa da lì:
- strumenti informatici di base (gestionali, prenotazioni, pagamenti, un minimo di Excel, WhatsApp usato in modo professionale)
- fotografia e video (luce, inquadrature, “prima e dopo”, contenuti puliti e coerenti)
- social media (raccontare il proprio lavoro, pubblicare con costanza, scrivere bene, capire cosa funziona e cosa no)
- gestione della reputazione online (recensioni, messaggi, richieste, tono e tempi di risposta)
Oggi non basta essere bravi con le mani: servono anche competenze digitali. Gestionali, foto e video, e social usati in modo professionale sono parte del lavoro, perché aiutano a comunicare valore e a costruire fiducia.
E la verità è questa: oggi bisogna studiare moltissimo.
Studiare, aggiornarsi, fare corsi, allenarsi. Non è un lavoro “di ripiego”. È un lavoro serio.
Il paradosso: la difficoltà nasce anche dal valore del mestiere
Quello che molti vedono come un problema (“non si trovano giovani”) in parte è anche il segnale che il mestiere si è evoluto.
Se un lavoro diventa più professionale e più complesso, non puoi più attrarre persone che cercano “la strada più facile”. E forse è giusto così.
La soluzione è:
- raccontare questo lavoro per quello che è davvero: una professione moderna
- creare percorsi chiari di crescita (competenze, ruoli, obiettivi)
- far capire che qui c’è futuro, non solo fatica
- dare esempi concreti: quanto puoi diventare bravo, quanto puoi guadagnare, quanta soddisfazione puoi avere
Perché se il parrucchiere oggi è un mestiere complesso, allora va comunicato come una carriera vera.




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